#57 L'ora incantata
La lettura condivisa nella famiglia multilingue
Cara amica, caro amico,
Benvenuta e benvenuto a Parlo anch’io!, la newsletter sull’italiano per bambine e bambini in contesti multilingui.
Parlo anch’io! esce normalmente il 15 e il 30 del mese, ogni tanto anche in altri giorni se ci sono eventi particolari. Domenica scorsa ho inviato una newsletter extra per ricordare del voto sul DHS bill che si discuterà oggi nel senato statunitense. Ho ricevuto un sacco di risposte (inclusa quella di mia mamma “STAI ATTENTA!”) e ne sono davvero grata. Continuiamo con questo atto politico che è il coltivare il multilinguismo con bambini e bambine!
Oggi e la prossima volta parliamo di lettura condivisa in famiglia, anche in vista del webinar gratuito su libri e lettura che si terrà il 19 febbraio in collaborazione con Bimbi italiani.
Alcune info pratiche sul webinar:
Verrà registrato per chi non potesse partecipare. Per ricevere la registrazione, occorre iscriversi.
In concomitanza di questo evento aprirò un numero limitato di percorsi per famiglie ad un prezzo scontato del 30% ($380 anziché $549), esclusivamente per chi ha partecipato (in diretta o differita) al webinar :)
Noi oggi parliamo di lettura condivisa in famiglia e, in particolare, in famiglie multilingui. La prossima volta invece guarderemo alle domande più frequenti su questo argomento. Se hai una domanda, scrivila nei commenti o rispondendo a questa email e la includerò nella prossima puntata :)
Leggere in famiglia


La lettura condivisa rappresenta per il bambino la possibilità di sostare con l’adulto davanti, “dentro”, il medesimo oggetto, di condividere emozioni, storie, avvenimenti in un tempo caratterizzato da dedizione, cura, vicinanza e calore. La lettura in sostanza diventa una di quelle esperienze che favoriscono un attaccamento sicuro.1
Così la poeta Silvia Vecchini riassume, in modo splendidamente conciso, l’essenza della lettura condivisa in famiglia.
Numerosi studi dimostrano gli innumerevoli vantaggi (cognitivi, linguistici, accademici) del leggere insieme ai bambini. Sono benefici reali e da non sottovalutare, e li vediamo sotto, ma il punto fondamentale della lettura condivisa è relazionale.
Soprattutto, forse, in tempi in cui le giornate si sono fatte rapide e caotiche anche per i più piccoli, che incalziamo ad ogni pie’ sospinto ad affrettarsi, non perdere tempo, sbrigarsi per il prossimo impegno, e poi quello dopo, e poi quello dopo ancora… il momento della lettura - l’ora incantata, come lo chiama Meghan Cox Gurdon2 - può diventare un’oasi di lentezza, pace e serenità nella frenesia della vita quotidiana di una famiglia.
Nella mia esperienza, lo è stato e lo è senz’altro.
Quando ci apprestiamo a leggere, di solito sul divano o sul mio letto, i miei figli assumono una posizione ben precisa - accoccolati di fianco a me - e, se non lo faccio io, sono loro a prendermi le braccia e avvolgersele attorno, così che io debba abbracciare due bambini da una parte, una bambina dall’altra e nello stesso tempo reggere il libro in modo che sia visibile a tutti e girare le pagine.
Lo ammetto, non sono sempre comoda, ma il loro bisogno di sentirsi accolti, avvolti e protetti in quel momento emana con tanta forza che mai mi sognerei di muovermi.
Nella mia esperienza ormai decennale di lettura insieme a bambine e bambini (con i miei figli o nei miei gruppi), la dinamica descritta da Vecchini corrisponde alla realtà: guardare nella stessa direzione, allo stesso oggetto, genera intimità, senso di sicurezza e protezione, dentro cui bambini e bambine si sentono liberi di lasciarsi andare e rilassarsi, certi che dentro quell’abbraccio sono amati così come sono e possono quindi esprimere qualsiasi emozione, anche disagio o paura. Non penso sia un caso, ad esempio, che mia figlia 3enne mi avesse confidato di aver subito un episodio di bullismo a scuola proprio durante la lettura di un libro.3
Relazione, quindi. La lettura condivisa è relazione, relazione d’amore.
E riguardo all’acquisizione multilingue, c’è un “mantra” che ripeto spesso:
L’apprendimento4 (anche linguistico) avviene
dentro una relazione significativa con una persona cara.
Il punto di raccordo, se vogliamo, tra il momento della lettura condivisa e l’apprendimento multilingue è proprio questo: è un momento affettivo forte e, quindi, anche terreno fertile per l’acquisizione linguistica.
Attenzione, però: questa cosa non si può fingere. Cioè non possiamo mettere in fila una serie di gesti senz’anima, pensando “creiamo questa posizione, questo angolo, questo momento, così ti insegno qualcosa”. Se l’intento è insegnare qualcosa, si percepisce immediatamente, anche a due anni (come nell’episodio in biblioteca che raccontavo qui).
Studiando e analizzando, in tempi e modi precisi, sappiamo ora perché “l’ora incantata” è momento così felice linguisticamente. Quando siamo coi bambini, però, stiamoci e basta: sostiamo “dentro il medesimo oggetto” godendo del momento presente.
Lettura condivisa e lingua minoritaria
In Proust and the Squid (Proust e il calamaro), la neuroscienziata ed esperta di lettura e dislessia Maryanne Wolf racconta in modo chiaro e appassionante la storia della lettura, il funzionamento della lettura a livello cognitivo (in tutte le lingue, non solo quelle alfabetiche) e i potenziali problemi che si possono incontrare a livello scolastico e prescolastico.


Nei paesi anglofoni, quello della lettura è un argomento scottante, su cui si sono scontrate decine di studiose.5 Per chi parla, legge e scrive una lingua “trasparente” (fonetica) come l’italiano, è difficile capire perché ci si accalora tanto. Ma per un’insieme di fattori, soprattutto socioeconomici, imparare a leggere non è un risultato scontato della scuola statunitense: non sono poche le persone che arrivano all’età adulta con un alfabetismo non solo funzionale (so decodificare ma non capisco quello che leggo), ma con un alfabetismo tout court (non so decodificare).6
È per cercare di capire e poi risolvere questo problema che studiosi e studiose hanno indagato a fondo i meccanismi della lettura, scoprendo così un sacco di cose interessanti.



Una è che gli anni prescolari sono fondamentali per lo sviluppo successivo delle abilità di lettura. La quantità di parole sentite nei primi cinque anni di vita determina in modo sostanziale due elementi che saranno fondamentali allo sviluppo della lettura, intesa come decodifica delle lettere (decoding) e ricomposizione della stringa fonica (blending):
La consapevolezza fonologica, cioè la capacità di percepire e distinguere i suoni che compongono le parole di una lingua
La ricchezza lessicale.
Scrive Wolf:
Secondo uno studio importante, all’inizio del kindergarten [primo anno di elementari, che in Nord America cominciano a 5 anni] i bambini proveniente da famiglie linguisticamente povere sono separate dai compagni più stimolati da un divario di 32 milioni di parole. In altre parole, in alcuni ambienti il bambino medio sente, prima dei 5 anni, 32 milioni di parole in più rispetto al bambino di una classe svantaggiata.7
Per poter leggere, nel senso di decodificare le parole prima e comprenderne il significato dopo, occorre essere in grado di percepire e distinguere i suoni che formano le parole ma anche di comprendere le parole stesse. Per poterle capire, devo averle sentite tante volte in contesti comunicativi significativi.
Ora, è qui che succede una cosa che ogni volta blows my mind: essere esposti a una lingua ricca e variegata, oralmente o in lettura condivisa, anche nella lingua o lingue di casa migliora le abilità in lingua scolastica (!!!).
Ancora Wolf:
L’arricchimento linguistico a casa pone fondamenta linguistiche e cognitive essenziali per qualsiasi tipo di apprendimento, e non deve essere nella lingua scolastica per essere d’aiuto al bambino.8
Tradotto: parlando e leggendo in italiano a casa, aiuto i miei figli anche in inglese (o altra lingua scolastica).
Non dobbiamo avere il timore di ostacolare il futuro percorso scolastico dei nostri figli e delle nostre figlie se scegliamo di coltivare l’italiano (o altra lingua minoritaria) a casa.
Riassumendo, quindi:
La lettura condivisa è o può essere un momento affettivo speciale
Esporre bambini e bambine a una lingua ricca e variegata in contesti comunicativi significativi aumenta le possibilità di “successo” (passami il termine) scolastico
Leggere (o parlare) nella propria lingua di casa non ostacola l’apprendimento nella lingua scolastica.
Ci sarebbe ancora molto da dire su questo argomento, ma per oggi ci fermiamo qui. Mi raccomando di farmi pervenire qualsiasi domanda sull’argomento così che possa rispondere a tutti e tutte nella prossima puntata!
Ci rileggiamo qui il 15 febbraio, ci vediamo per il webinar il 19 febbraio, e per chi vuole ci vediamo anche tra qualche ora per Parlo anch’io! incontra.
A presto e buona lettura!
Anna
Silvia Vecchini, “Una frescura al centro del petto”. L’albo illustrato nella crescita e nella vita interiore dei bambini (Topipittori, 2019), p. 29 (grassetti miei, corsivo dell’autrice).
Meghan Cox Gurdon, The Enchanted Hour: The Miraculous Power of Reading Aloud in the Age of Distraction (Harper, 2019). Non disponibile in traduzione italiana, che io sappia.
Il libro era questo. Viva il GBBO! (questa è per poche) :)
Non ci soffermiamo oggi su apprendimento vs acquisizione. Se ti interessa approfondire, puoi leggere il primo paragrafo di questo articolo.
Le cosiddette reading wars. Io conosco meglio l’ambito statunitense e, parzialmente, quello canadese, ma so che il dibattito è acceso anche in Australia e altri paesi anglofoni.
Questo tema è stato esplorato a fondo dalla giornalista Emily Hanford, prima in una serie di articoli e poi nel podcast Sold a Story. Nel secondo episodio, si racconta la storia straziante di un uomo arrivato in età adulta, con il diploma superiore, senza saper leggere e di tutti i problemi (economici, ma anche psicologici ed emotivi) che questo gli ha creato. Alla fine Dan, questo il uso nome, impara a leggere all’età di 54 anni.
“A prominent study found that by kindergarten, a gap of 32 million words already separates some children in linguistically impoverished homes from their more stimulated peers. In other words, in some environments the average young middle-class child hears 32 million more spoken words than the young underprivileged child by age five.” Maryanne Wolf, Proust and the Squid (Harper Perennial, 2017), p. 20 (il libro è stato tradotto in italiano, ma io ce l’ho solo in inglese quindi la traduzione di cui sopra è mia).
“Language enrichment at home provides an essential cognitive and linguistic foundation for all learning, and it does not need to be in the school language to be of help to the child.” Maryanne Wolf, Proust and the Squid, p. 105 (traduzione mia).





Finalmente ho recuperato questo numero! Forse una domanda ce l'ho, ed è questa: quanto conta la qualità della lettura condivisa, o meglio, quanto è importante la bravura della persona che legge? Faccio un esempio: leggo alla prole in quattro lingue, ma in tedesco a volte esito, mi intoppo... In italiano o in inglese sono meno impacciata. Sbaglio a pormi questo problema? Mi sono incartata, tanto per cambiare?